Alimentazione

La collocazione, sempre secondo lo schema 40-60%, delle zone di riproduzione ed ingrasso all’interno di un unico recinto implica però una corretta gestione delle fasi di semina della vegetazione: la prima zona deve essere seminata per tempo per accogliere i riproduttori e la seconda deve essere preparata con un timing preciso, calcolato per riuscire ad attrarre le piccole chiocciole che hanno passato l’inverno nella seconda parte, quando la vegetazione nella prima è portata ad esaurimento. 

La gestione di questa delicata fase non può ovviamente prescindere da un oculato utilizzo della vegetazione supplementare, a monte di un’attenta osservazione del comportamento delle chiocciole e delle condizioni dell’allevamento. Il concetto chiave, nella fase in cui sarà necessario il trasferimento, è quello di “induzione alla migrazione”: la procedura da seguire è quella di sollecitare lo spostamento delle chiocciole verso la rete divisoria attraverso l’utilizzo della vegetazione supplementare. Partendo dal fondo del recinto di riproduzione dovremo inserire l’alimentazione supplementare, in maniera progressiva, un metro alla volta, giorno dopo giorno.

Questo processo, sicuramente semplice e di facile esecuzione dovrà durare, di media, 1 mese. E’ chiaro che ogni allevatore dovrà interpretare il comportamento della sua mandria e comportarsi di conseguenza, aumentando o riducendo l’immissione di vegetazione supplementare e la progressione verso la rete divisoria. Questa sensibilità non potrà che essere sviluppata dall’elicicoltore al quale, in questo periodo, viene chiesto l’impegno di presidiare con costanza l’allevamento e verificare puntualmente la situazione di ogni recinto che, per le leggi non scritte della natura, possono essere popolati da animali che rispondono in maniera differente ai medesimi stimoli. L’approccio deve essere “personalizzato”, molto attento e, soprattutto, reattivo rispetto ai cambiamenti perché questa fase del passaggio tra le zone è fondamentale. Una volta condotte le chiocciole in prossimità della rete divisoria, questa dovrà essere sollevata e, contemporaneamente, sarà necessario interrompere l’immissione della vegetazione supplementare all’ interno della zona di riproduzione ma spostarla esclusivamente nella zona di ingrasso.

Il passaggio di tutte le chiocciole dovrà esaurirsi in un periodo di 15/20 giorni.

Nel caso di alcune chiocciole “ritardatarie” o “pigre” (percentuale assolutamente residuale) allora potremo utilizzare cespi di cavoli o di piante a foglia larga per attirarle e dopo, facilmente, spostarle di pochi metri nella zona corretta.

Per quanto riguarda la vegetazione supplementare, ci sono sostanzialmente 3 tipi:

• AUTOPRODOTTA : si tratta di vegetazione coltivata al di fuori dei recinti, curata e gestita dallo stesso elicicoltore, nel rispetto della stagionalità.

• ACQUISTATA : l’elicicoltore che fa questa scelta deve tenere in considerazione i costi che ne derivano e, soprattutto, nel periodo della migrazione naturale deve essere certo di poter contare su un approvvigionamento costante ed adeguato (ad esempio carote di scarto)

• REPERITA: si tratta di vegetazione che l’elicicoltore può ottenere attraverso canali diversi, ad esempio rifornendosi dallo scarto delle aziende che utilizzano le verdure per la preparazione di ricette, fanno trasformazione di prodotto oppure lo scarto delle bancarelle di verdure dopo i mercati. Questo caso particolare, a cui non possono ovviamente aspirare tutti per motivi facilmente comprensibili, è quella economicamente e in termini di risparmio di tempo più vantaggiosa.

La vegetazione supplementare, però, è straordinariamente utile nella gestione delle fasi in cui la vegetazione comincia a scarseggiare e, inoltre, risulta già stata “sbavata” dalle chiocciole e, quindi, da queste non più appetita. Questa situazione si verifica tipicamente nei mesi di ottobre/novembre quando le chiocciole, appunto per i motivi sopra esposti, sono concentrate lungo i perimetri dei recinti, nel tentativo di “trovare una via di fuga” e cibo migliore. In questa circostanza è necessario integrare la nutrizione in maniera sostanziosa con l’alimentazione supplementare e, molto probabilmente, ricorrere a questo stratagemma fino a dicembre, mese in cui (tradizionalmente al Nord, per le temperature più rigide) le chiocciole procedono con l’interramento ed il letargo per proteggersi dal freddo. Nei paesi del Sud, avvantaggiati da un clima più mite, questa fase deve essere gestita con attenzione, rispettando le condizioni meteo e facendo molta attenzione al fenomeno dell’interramento. Può infatti verificarsi, nelle stagioni particolarmente calde, che le chiocciole non abbiano l’esigenza di proteggersi da temperature rigide e, addirittura, “saltino” la fase del letargo.

Questa situazione è evidentemente positiva perché si realizza la condizione di accelerare la fase di crescita e formazione, anticipando la maturità, e quindi di vendita del prodotto. E’ fondamentale, d’altro canto, un’attenzione molto acuta e una spiccata sensibilità, allenata quotidianamente, per offrire il giusto rifornimento di cibo e una pronta capacità di attivarsi in caso di modifiche del comportamento del bestiame.

Semina Supplementare

In spazi di terreno, anche esterni all’impianto si effettuano poi coltivazioni di piante da portare, una volta in fiore, nei recinti di ingrasso. Si coltivano pochi tipi di vegetali che siano di facile attecchimento, siano molto appetiti e soprattutto non abbiano bisogno di troppe cure nella coltivazione.

La varietà principale utilizzata come alimentazione supplementare è il Girasole, che viene seminato in 6-7 riprese, a momenti distinti, al fine di garantire piante tenere, verdi e in fiore per un lungo periodo stagionale, fino all’autunno inoltrato. Esempio: seminare ogni due settimane a partire da marzo di ogni anno la parte dello spazio dedicato a questa coltura; continuare a seminare ogni 15-20 giorni, ultima semina 10-15 agosto per avere le piante in fiore ancora a tutto ottobre e potere così alimentare le chioccioline appena nate o quelle in fase di ingrasso finale.

Altre specie di vegetali da seminare in questi spazi sono il Cavolo cavaliere o Ravizzone e la Bietola. Lo spazio totale da destinare per la coltivazione dei vegetali di supplemento deve essere non inferiore a 1/5 dell’intero spazio lordo dedicato all’allevamento vero e proprio.

In autunno, su questo spazio, in continua rotazione vegetale, viene seminato il colza, pianta che si sviluppa durante il periodo freddo ed è pronta da sfalciare appena le chiocciole si svegliano dopo il lungo periodo invernale.

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